domenica 18 giugno 2017

Bindi (Commissione Antimafia): "Riina deve rimanere in carcere"

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Far tornare Riina a casa rappresenterebbe una sconfitta per lo Stato e sarebbe come prendere a schiaffi i parenti delle vittime. A prescindere dal fatto che non sarebbe il primo detenuto a morire in cella, molti anonimi detenuti, condannati per reati decisamente più lievi, sono deceduti durante la loro condanna e nessuno si è mai preoccupato di questo. Ma, a quanto trapela dall'ispezione del Presidente della Commissione Antimafia, Salvatore Riina (in arte Totò) starebbe in discrete condizioni di salute, compatibilmente con la sua malattia. Si nutrirebbe da solo e quindi questo esclude che sia un malato terminale. Ma c'è di più. In passato, alcuni boss di minore calibro di Riina, si finsero malati per uscire dal carcere e poi evadere.

Altra cosa che crea qualche perplessità è che, da quanto riportato dai giornali qualche mese fa, Riina si sarebbe reso disponibile a parlare, a testimoniare, riguardo alla vicenda del presunto o reale accordo tra Stato e mafia che ci fu dopo gli attentati alle opere d'arte di Firenze e quello che subì il giornalista Maurizio Costanzo. Non è strana questa coincidenza? Un boss come Riina che ha taciuto per 24 anni, proprio nel momento in cui avrebbe deciso di parlare, qualcuno ha pensato che la sua pena fosse poco dignitosa in rapporto al suo presunto stato di salute. Ovviamente nessuna illazione si vuole fare, massimo rispetto per chi la pensa diversamente e piena fiducia nella Magistratura, la nostra è solo una opinione da comuni cittadini che pagano le tasse e vogliono ancora credere nella giustizia, pure Rita Dalla Chiesa - la figlia del noto generale dei Carabinieri assassinato dalla mafia - ha espresso delle perplessità, ed anche la prudenza ed il contenuto delle dichiarazioni dell'On. Rosy Bindi ci sentiamo di condividerle in toto (ha visto di persona andando sul posto, forse altri non lo avevano ancora fatto). Del resto, se di morte dignitosa si vuole parlare, una morte dignitosa non la fecero neanche Falcone, Borsellino e le loro rispettive scorte.

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