domenica 2 ottobre 2016

Antisemitismo delle Fiamme Gialle

I presenti dati sono tratti dal libro di Simon Levis Sullam: "I carnefici italiani", (Feltrinelli, 2015) :
 
nel 1943, nella zona confinaria di Como, il primo arresto di un ebreo da parte della polizia italiana di Salò avvenne l’11 ottobre e fu compiuto dalla Guardia di Finanza, che raggiunse Renzo Coen Beninfante, musicista trentaquattrenne anconetano, sorpreso a Dumenza, nel luinese. Il fratello di questi, fu arrestato in altra località sul Lago Maggiore, ed un terzo fratello fu preso a Roma. Deportati ad Auschwitz nessuno farà ritorno.

Altra testimonianza della stessa fonte: “mia madre pagò alla guida 10000 lire a persona. Mentre camminavamo verso il confine, le guide si misero a lanciare dei fischi, come dei segnali. Sopraggiunsero dei soldati e fummo arrestati. Le guide si intrattennero amichevolmente con le Guardie di Finanza (che ci avevano arrestato). Alla mattina ci consegnarono ai tedeschi.
 
Altra testimonianza: “le guardie di finanza incaricate nel servizio di vigilanza alla frontiera, mediante lauti compensi, abbandonavano i loro posti di servizio all’atto in cui gli espatriandi attraversavano il confine”.

Un processo del dopoguerra, presso la Corte d’Assise di Varese, confermò l’esistenza di un fatto criminoso tra basisti, guide o passatori e guardie confinarie (leggasi GdF) che aveva condotto al tradimento e all’arresto di una sessantina di ebrei, di cui solo tre sarebbero sopravvissuti alla deportazione.

Vincenzo Cerceo

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