lunedì 5 settembre 2016

Storia: la Guardia di Finanza al tempo delle "leggi razziali"

(Gaetano Toro) Riproduciamo qui sotto, grazie alle ricerche di Vincenzo Cerceo e Carmine Buffone, la pagina 4 del numero 6 del 4 febbraio 1939 della rivista "Il Finanziere", edita dal Comando generale della Guardia di Finanza, pubblicazione custodita presso il Museo storico del Corpo e la Biblioteca Nazionale centrale di Roma. L'articolo intitolato "I giudei preferiscono fare i contrabbandieri!", riporta il testo del Regio decreto legge 22 dicembre 1938, n. 2111 (convertito nella legge n. 739 del 2 giugno 1939), dal titolo: “Disposizione relative al collocamento in congedo assoluto ed al tratta­mento di quiescenza del personale militare delle Forze armate dello Stato di razza ebraica”, applicabile alle tre Forze armate, alla Guardia di Finanza e ai componenti della "Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale".

La zelante redazione de "Il Finanziere", oltre a confezionare un titolo che affondava ulteriormente il colpo, ebbe anche cura di chiosare il testo di legge con una frase di evidente "rassicurazione" presso le alte sfere governative: «Non ci risulta vi sia fra i finanzieri in servizio attivo alcun appartenente alla razza ebraica». Come documentato da una ricerca dello storico Giovanni Cecini (qui), con riferimento alla Guardia di Finanza «non si riscontrarono ufficiali ebrei e quindi non ci fu nessun congedo», anche se l'affermazione, presa in sé, non esclude l'evenienza di congedi adottati nei confronti di sottufficiali e altri graduati.


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