sabato 10 settembre 2016

"Note caratteristiche" e comportamenti illegali: una lettera aperta di Vincenzo Cerceo al ministro dell'Economia

 
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Il problema della corruzione o della concussione (presunte o reali che siano, anche se in alcuni casi purtroppo concrete) all'interno del corpo delle Fiamme gialle è stato molto sentito negli ultimi anni ed è stato argomento di discussione sui maggiori quotidiani nazionali. Questo fenomeno va di pari passo con le valutazioni di merito degli ufficiali, le cosiddette "note caratteristiche di valutazione", a volte troppo generose con alcuni gradi apicali e con personaggi che poi si sono rivelati per nulla meritevoli.

Il colonnello in riserva della guardia di finanza ha ritenuto, pertanto, scrivere una lettera aperta al ministro dell'economia e delle finanze.
L.L.

Eccola:


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Lettera aperta al Sig. Ministro dell’Economia

Sig. Ministro, scuserà l’ardire, ma, essendo la S.V. anche, almeno formalmente, comandante supremo del Corpo della Guardia di Finanza, come politica ha, da quel punto di vista, l’onere della spiegazione verso i cittadini di quanto accade tra le mura che ospitano le Fiamme Gialle d’Italia, che, tra l’altro, come è noto non solo da ora, costano al pubblico erario più di quanto, in ultima istanza concreta, contribuiscono a fare entrare nelle non proprio floride (lo dicono tutti i Suoi colleghi economisti) casse dello Stato. Dunque: non Le sarà sfuggito che, a volte, appartenenti al Corpo cadono, come si suol dire, in tentazione, fino a diventare ospiti delle patrie galere, né gli alti ed altissimi gradi sono esenti del tutto da simile pecca. Non è una polemica, mi creda, ma pura constatazione di una spiacevole realtà. Chi, come il sottoscritto, ha prestato quasi un trentennio nel Corpo, avviato ormai alla fase conclusiva che il tempo concede a tutti i viventi, una sincera aspirazione avrebbe: che almeno gli alti gradi del Corpo, nei cui ruoli della riserva sono ancora compreso, non finissero più in galera, per il buon nome del Corpo, ma, vorrà scusare il mio pessimismo di fondo, ho bisogno di fortissime risorse di pensiero positivo per potere credere che questo mio sogno si trasformerà in realtà. Mai disperare comunque; come cittadino italiano riconfermo la mia fiducia nelle Fiamme Gialle. Tornando a noi, e scusandomi della digressione, i “boatos” che sorgono inevitabilmente dal fondo della massa viva delle Fiamme Gialle, hanno, di recente, fatto emergere un dato di questo genere: un altissimo grado del Corpo, arrestato e pesantemente condannato per cosa non di poco conto avrebbe avuto, pochi giorni prima dell’arresto, le ultime note caratteristiche a lui compilate, ovviamente dai vertici massimi del Corpo, dato il grado ricoperto allora dall’arrestato, con la seguente conclusione finale: eccellente- meritevole di lode. Dunque, nessuno si era accorto di nulla? Possibile? Il cittadino ha, in tal caso, il diritto a porsi una domanda: con quali criteri giudicano, ai vertici di questo Corpo? Come meravigliarsi, in mano a simili “valutatori” che l’Italia sia la patria riconosciuta a livello mondiale dell’evasione fiscale nonostante l’altissimo numero di operatori? Ciò premesso, una istanza mi permetto di rivolgerla alla SV: di tutti gli arrestati in Fiamme Gialle, negli ultimi anni, quali sono state le valutazioni caratteristiche prima dell’arresto? Quanti di essi sono stati giudicati eccellenti subito prima degli arresti stessi? Sarebbe un dato interessante da far conoscere, a titolo di trasparenza, ai cittadini. Il problema, Sig. Ministro, purtroppo è reale ed è uno di quei nodi cardine di una situazione che porta troppo di frequente, almeno fino ad ora, le Fiamme Gialle agli onori negativi della cronaca nera del Paese.

Vincenzo Cerceo - Colonnello (r) Guardia di Finanza

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