sabato 27 agosto 2016

Per una gerarchia trasparente


(g.t.) Ad un commento di "Stelle e stellette" pervenutoci in calce al post di Carmine Buffone: "La vera morale dei difensori d’ufficio", e che qui riportiamo: 

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non certo voglio fare il difensore di nessuno, anche perchè non ne sarei capace, non sto qui a commentare o giudicare fatti che riguardano comandanti generali, ufficiali ecc, ma noto da un po’ di tempo a questa parte, che nel momento in cui qualcuno diventa capo o responsabile di qualcosa, immediatamente e puntualmente si cerca di delegittimarlo, e vengono ripescate storie chiuse in chissà quali cassetti, non vorrei pensare che sono storielle costruite ad hoc, per distogliere l'attenzione a problemi di molto più seri, di quelli dove va a dormire o mangiare un comandante della GdiF, ma forse mi sbaglierò io chissà....;
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risponde lo stesso autore:
                                                                      

Per una gerarchia trasparente
di Carmine Buffone



Risultati immagini per trasparenza


É sempre sgradevole commentare un commento ad un nostro scritto ma purtroppo siamo in questa circostanza quasi obbligati.

Per prima cosa devo far notare che ci delude il fatto che il commento pervenga da un blog a nome “Stelle e Stellette” la cui home page non è molto trasparente.

Poi ci rammarica che chi o per conto di chi non abbia avuto il coraggio di sottoscrivere il testo.

Noi del Movimento dei finanzieri democratici sottoscriviamo quello che esprimiamo pur consapevoli dei rischi perché il potere gerarchico militare è sempre pronto a promuovere qualsiasi azione presso qualche tribunale o procura militare se dovessimo dare un'occasione.

Ma veniamo al commento: ci si accusa di voler delegittimare qualcuno che diventa capo o responsabile di qualcosa ripescando storie chiuse in chissà quale cassetto, di costruire ad hoc storielle per distogliere l’attenzione a problemi molto più seri di quello dove va a dormire o mangiare un comandante della Guardia di Finanza.

Orbene nell’articolo mi pare che non si volesse delegittimare alcun comandante del Corpo ma ci siamo solo limitati a segnalare fatti di cronaca che potrebbero essere oggetto dell’attenzione di qualche magistrato.

Ribadiamo che per la delicatezza dei compiti della G.di F.si ritiene che un appartenente di qualsiasi grado debba avere un contegno tale da non suscitare alcuna ombra o critica.

Se un ufficiale va a pranzo o frequenta ad esempio un industriale che poi fallisce allora la notizia si che assume un altro valore che non una semplice cena , sulla quale pertanto vanno fatti adeguati chiarimenti.

Se poi un comandante generale ha un fratello imputato (qui) allora la questione non è semplicemente parentale ma riveste caratteri più preoccupanti sui quali bisogna avere una particolare attenzione.

Le nomine dei Comandanti del Corpo sono nomine politiche e spesso sono occasioni di scontri fra i vari ministri e sottosegretari e lo stesso Capo dello Stato.

Vorrei ricordare a questo anonimo difensore di ufficio, anche se non si dichiara tale ma ha tutte le caratteristiche di tale funzione, che il Movimento negli anni ha maturato una coscienza democratica ed una maturità di giudizio attraverso la persecuzione fatta di trasferimenti immotivati, di abbassamento di note caratteristiche, di emarginazioni.

Tutto questo però ha rafforzato la nostra volontà di rinnovamento di una istituzione militare ormai fuori dal tempo nel nuovo contesto di una Europa Unita.

Ci ripetiamo. Siamo stufi della retorica militare, siamo stufi di bollettini di vittoria nella lotta all’evasione fiscale quando poi il nostro paese continua a conservare il primato europeo e non solo di evasione, siamo stufi di lotta alla moralità pubblica e civile quando poi ci sono continui scandali di corruzione nel Corpo che vengono minimizzati ricorrendo alla ormai nota di trovarsi in presenza delle solite poche mele marce.

Noi aspiriamo ad un Corpo smilitarizzato, sindacalizzato dove il personale possa partecipare alla gestione delle finalità istitutive e non subire passivamente ordini attraverso circolari o atti a volte insensati.

Nell’articolo abbiamo voluto evidenziare soprattutto la carenza democratica, abbiamo sottolineato come certe virtù militari non sono che il frutto di una retorica superata anche storicamente.

Noi vogliamo democrazia, libertà di pensiero, partecipazione collettiva secondo lo spirito originario della nostra Carta Costituzionale.

Vorremmo più trasparenza perché è fondamentale per i valori democratici ed allora vorremmo che ad esempio l’accesso alle carriere specialmente dirigenziali fossero alla luce del sole e non chiuse nelle segrete stanze del comando generale.

Vorremmo che l’accesso all’Accademia ed agli altri istituti del Corpo fossero gestite con trasparenza e con la presenza di autorevoli magistrati nelle commissioni di esame che ora sono costituite prevalentemente solo da ufficiali superiori del Corpo. Forse così avremmo meno figli di alti gradi del Corpo che in certi casi sono espressioni di generazioni, o figli di prefetti o di vertici militari o appartenenti a parentele di onorevoli o senatori.

Vorremmo che i generali ormai diffusi vadano a cena con chi gli pare purchè non siano soggetti discutibili e vorremo che andassero con le loro auto private come pure al teatro o al cinema e pagassero il biglietto come tutti i comuni cittadini.

Vorremmo che le gerarchie avessero alloggi di servizio con metrature normali e non appartamenti ad esempio di 14 stanze perché i privilegi del potere non si misurano in metri quadrati ma nella consapevolezza che ci sono onori ma soprattutto oneri e rispetto per quei cittadini che non hanno neppure un monolocale.

Sappiamo di essere dei sognatori ma la democrazia appena 70 anni fa era un sogno di pochi ma si è realizzata ed ora non resta che difenderla e renderla più coerente ai valori originari e per questo che ci siamo noi con la nostra piccola o grande presunzione.

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