domenica 28 agosto 2016

Ai comandanti generali lussuosi appartamenti come per il cardinale Bertone

(Trieste, caserma Oltramonti, sede del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza)


Peccato che non abbia apposto la sua firma al contenuto del post l’anonimo commentatore dell’articolo a firma Carmine Buffone dal titolo La vera morale dei difensori d’ufficio. Glielo dico io – all’anonimo interlocutore – dove dormono i generali e, più in particolare, i comandanti generali: in splendidi appartamenti alla carica di svariate centinaia di metri quadrati, per capirci lussuosi ed ampi locali come quelli più noti del cardinale Bertone a Roma. Questa non è una novità ma una storia, nota, che va avanti da molti decenni nel totale silenzio-assenso delle istituzioni politiche. A prezzi davvero irrisori (circa 80-90 euro all’anno di “affitto”), a  Trieste, sono stati concessi a molti ufficiali superiori del Corpo ma di rango leggermente inferiore, specialmente in passato, forse per tacitarli?, gli appartamenti dell’ex Governo Militare Alleato (acronimo GMA), anche qui grandi locali dotati di ampi servizi, a volte anche tre bagni per ogni abitazione. Strana anche questa benevolenza visto che per i comuni e mortali cittadini del nostro Paese, per accedere all’edilizia agevolata, solitamente, vengono preferiti quei soggetti o quei nuclei familiari con reddito molto basso. Non certo coloro con stipendi e privilegi paragonabili a quelli degli ufficiali superiori del Corpo della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri.

A Trieste, tanto per fare un esempio, il lussuoso appartamento destinato al comandante regionale di turno delle Fiamme Gialle si trova nel centro della città, in una zona a traffico limitato laddove – però – le auto blu della Guardia di Finanza possono liberamente parcheggiare negli appositi tracciati a loro assegnati. I locali si trovano all’ultimo piano dello storico palazzo e, qualche tempo fa, furono ampliati e ristrutturati perché ritenuti non adeguati al rango dell’inquilino. Sempre a Trieste, e sempre alcuni anni fa, un ufficiale che abitava uno degli alloggi di servizio ubicati presso un’altra struttura cittadina, una volta andato in pensione chiese ed ottenne di potere restare ancora per un certo periodo, finché non trovò un’altra casa. Il comune cittadino può solo sognarsele queste concessioni, questa benevolenza, ma anche tutti gli altri benefit di cui godono gli ufficiali superiori della Guardia di Finanza. Vogliamo vederne qualcuno di questi privilegi? L’auto blu con autista pagato dallo Stato (spesso più di uno che si alterna in base agli orari): i generali non hanno funzioni operative ma solo dirigenziali, non avrebbe senso, pertanto, assegnare ad un generale un’auto di servizio così come non ha senso assegnarne una ad un qualunque parlamentare. E che non siano auto con finalità operative si nota anche dalla lucentezza della carrozzeria e dalla loro stazza, solitamente più tendenti al lusso ed all’apparenza che alle esigenze operative. Su questo punto accetto smentite, se qualcuno è in grado di farne. Avete mai visto un generale su un autobus oppure inseguire con l’auto di servizio un contrabbandiere? Di solito i generali si vedono alle cerimonie ufficiali, tra le cosiddette varie autorità politiche e religiose. Eppure di generali in organico la Guardia di Finanza ne ha ben 104, una cifra esagerata se si pensa a quanto è stato fin qui detto ed al fatto che a questi vanno aggiunti quelli dei Carabinieri e dell’Esercito. In rapporto alla popolazione, e questo non mi stancherò mai di dirlo, abbiamo più generali noi che gli Stati Uniti d’America.

Tornando ai benefit dobbiamo aggiungere che i generali visitano i vari reparti dipendenti, spesso dislocati fuori dal Comune dove è ubicata la loro caserma, ed ecco allora che beneficiano di fogli di viaggio (indennità di viaggio) e di pranzi che vanno a carico dello Stato. Per non parlare della legge 100/1987, così come modificata ed integrata, che consente a costoro di poter usufruire per un determinato periodo conseguente ad un trasferimento di una indennità di missione molto cospicua, abbinata alle spese materiali di trasferimento anche quelle rimborsate. Vogliamo anche parlare della cosiddetta legge sulla dirigenza, sig. anonimo? La cosiddetta legge Angelini, che ha consentito a tantissimi ufficiali che non hanno raggiunto il grado di generale di usufruire comunque di una pensione analoga a quella di un generale pur non avendo mai rivestito quel grado.

Insomma, sig. anonimo, smettiamola di prenderci in giro, crede davvero che tutti gli italiani siano dei creduloni, dei disattenti, degli sprovveduti?

Per rispondere alla sua domanda: che chiede se è tutto vero quello che hanno scritto i giornali su Giorgio Toschi e suo fratello, le dico che non lo so, non è mio compito indagare e neppure mi interesserebbe farlo. Però, mi scusi, se fosse tutto falso, perché il generale non ha proceduto a querelare i direttori responsabili di quei quotidiani? 

Lorenzo Lorusso

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