domenica 3 luglio 2016

Guardia di Finanza: il caso del maresciallo Pilo, trasferito per aver fatto il proprio dovere


 
 
Non ho timore alcuno nell'apporre la mia firma a questo commento, perché, come ho sempre fatto quando ero in servizio, anche ora che sono in congedo preferisco parlare chiaro ed in faccia (cioè non alle spalle) e senza i cosiddetti timori reverenziali.
 
Sono venuto casualmente a conoscenza della vicenda del Maresciallo Dimitri Pilo (vedi qui, altro post tratto da questo blog, ndr), non è un iscritto alla nostra associazione così come non lo è mai stato il Generale Umberto Rapetto, entrambi, anche se con gradi diversi, sono delle persone di rara intelligenza, integerrime, oneste, corrette e con spiccato senso del dovere. C’è una similitudine tra i due casi, Rapetto scoprì una maxitruffa che sottraeva allo Stato svariati milioni di euro tramite i cosiddetti videopoker. Pilo, invece, ha scoperto del pericolosissimo e cancerogeno amianto nei pressi di una scuola materna frequentata - come è ovvio che sia - da bambini in tenera età. Per il Maresciallo, così come accadde con il Generale fuori dal coro, non ci sono stati i riconoscimenti che, solitamente, vengono tributati nell'ambito della festa del Corpo a coloro che, invece, hanno partecipato ad operazioni di servizio programmate e sovente di minore importanza. Ci sono stati, invece, dei "disguidi" e delle interpretazioni che hanno fatto apparire il Sottufficiale come una sorta di ribelle, di mina vagante. Improvvisamente - ma qualche alto ufficiale del Corpo potrebbe dire che si è trattato di una coincidenza - tutte le porte si sono chiuse per il Maresciallo Pilo, sono iniziati dei procedimenti nei suoi confronti conclusi con un nulla di fatto, evidentemente solo di lesa maestà si era trattato. Ma ora, come se ciò non bastasse, Pilo è stato trasferito d'autorità in una sede disagiata e lontana dai suoi più cari affetti, senza che vi sia una logica, senza che vi sia una motivazione accettabile. Quella ufficiale è fin troppo stata utilizzata a sproposito - specialmente in passato - nell'ambito del Corpo: "incompatibilità ambientale". Già, anziché trasferire chi ha sbagliato nel valutare il Maresciallo Pilo si preferisce trasferire chi aveva ragione ed aveva visto giusto. In perfetta linea con la coerenza italiana e degli apparati militari.
 
Io mi sono indignato, però mi chiedo se qualcuno al vertice della Guardia di Finanza ha provato, sia pure per un attimo, l'emozione della vergogna. Se la legittima denuncia di Pilo provoca una incompatibilità ambientale, cosa dovremmo dire, allora, del comandante generale che ha un fratello imputato in un importante processo, con indagini condotte dalla Guardia di Finanza?
 
Lorenzo Lorusso – presidente naz. Finanzieri Democratici

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