sabato 21 maggio 2016

Pannella, fare politica senza rincorrere il potere


 

Egocentrico è forse il termine che meglio sintetizzava i difetti di Marco Pannella, dal quale discendevano la sua intrattabilità, la sua logorrea. La sua conduzione accentratrice del movimento radicale negli anni - creando e defenestrando segretari in serie - , la proprietà personale del simbolo e della radio, la prima lista elettorale intestata ad un uomo politico, il suo ('Lista Pannella'), che messi in fila ci descrivono, in piena Prima Repubblica, il primo partito 'personale'.  Ma Pannella è stato anche, e direi, soprattutto, l'uomo politico che si è battuto per un Paese più libero: leggi come quella sul divorzio e sull'aborto sarebbero state impensabili senza il suo apporto; il suo impegno nella campagna per la moratoria della pena di morte nel mondo, per il rispetto della Costituzione nel trattamento dei detenuti italiani, contro lo sterminio per fame, testimoniano un uomo connesso con l'umanità delle persone, quella che dovrebbe essere la missione di chi sceglie di fare politica. É stato un non credente aperto, anzi, curioso della religiosità - come testimoniano i suoi rapporti con due papi, Wojtyla e Bergoglio, toccante la sua lettera a papa Francesco. E più in generale, di Pannella ci rimane l'originalità di un modo di fare politica senza rincorrere posizioni di potere, di chi cerca di incidere nella società anche stando fuori dal Parlamento, o fuori dalle maggioranze di governo, anche quando gli venne proposto. Forse da qui derivava la sua assoluta libertà di pensiero e di movimento, la sua indipendenza da ogni consorteria: paradigmatica la sua coerenza nella proposta di smilitarizzazione della Guardia di Finanza, tre successive raccolte di firme per un referendum abrogativo e tutte e tre non ammesse dalla Corte Costituzionale, non senza polemiche. Mancheranno i suoi incotri/scontri con l'ex direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin, uno dei pochi radicali che osava contraddirlo, ma che facendo così permetteva di esaltarne il pensiero.

Gaetano Toro

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