domenica 1 maggio 2016

Guardia di Finanza: il generale Toschi nuovo comandante generale

 

Rinnovati anche altri vertici militari. I sostituiti ricopriranno certamente altri incarichi, sommando stipendi a laute pensioni


Alcuni mesi fa avevamo scritto, su alcuni organi di stampa, che i giochi erano già stati fatti per quanto concerneva le nomine del comandante della Guardia di Finanza e del capo della Polizia. Profezia? No, canali informativi autorevoli ed attendibili. Avevamo, infatti, indicato, quale comandante delle Fiamme Gialle in pectore, il generale Giorgio Toschi (nella foto), abruzzese, che oggi è andato a sostituire il suo collega Saverio Capolupo (che andrà in pensione il prossimo 24 maggio ma al quale è stato riservato un altro incarico). 

Non ci siamo limitati alla Guardia di Finanza - laddove qualcuno avrebbe potuto alludere alle cosiddette voci di corridoio - ma abbiamo indicato anche Franco Gabrielli a capo della Polizia di Stato e Mario Parente all'AISI. Ora si apprende che anche l'ammiraglio De Giorgi, finito nell'inchiesta di Potenza sul petrolio, è stato sostituito dal suo pari grado Valter Girardelli, tra l'imbarazzo del Governo e le pesanti critiche giornalistiche che erano piovute negli ultimi giorni su De Giorgi.  

Nessuna rivoluzione, dunque, niente di nuovo sotto il sole, tutto sommato si tratta solo di uno spostamento di poltrone del tutto soft ed indolore, il Governo vuole tenersi buoni tutti in vista delle imminenti elezioni. Anche quelli che andranno in pensione (come è già successo in passato) avranno altri incarichi, sommeranno altri stipendi alle già cospicue pensioni, in un Paese che fa tanta fatica ad andare avanti, con una povertà totale che investe circa 8 milioni di italiani ed una parziale che riguarda almeno altri 5 milioni di connazionali. In uno Stato in cui per diventare ministro bisogna essere presidente - o parente di qualche presidente - di un istituto bancario oppure sedere in qualche consiglio di amministrazione di importanti società, tutto passa sopra le ignare teste della gente. Più che rabbia, purtroppo, c'è molta rassegnazione, le cose continuano ad andare come sono sempre andate, cioè male. 

Lorenzo Lorusso

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