lunedì 22 febbraio 2016

Una morte evitabile: per non dimenticare

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Nel lontano 1984, nella località triestina di Villa Opicina, accadeva un fatto molto spiacevole che, purtroppo, finiva tragicamente. Nella stazione ferroviaria di quella località, i finanzieri eseguivano il controllo dei treni-merce provenienti dall’Est Europa. Tra questi treni, vi erano anche, naturalmente, vagoni cisterna, che creavano al controllo problemi specifici; era necessario infatti, salire sui vagoni stessi, per forza di cose unti e scivolosi e controllare i suggelli dei boccaporti. I militari addetti al controllo, naturalmente, non avevano alcuna attrezzatura specifica per quella attività, neppure le scarpe a suola gommata per non scivolare, ma questa non creava problemi alla gerarchia, e, del resto, la cosa era bypassabile in quanto le consegne di servizio prevedevano che tali controlli venissero effettuati esclusivamente sui binari morti, il che consentiva di fare le cose con calma e con la cautela necessaria. Qualcuno, però, a quanto pare, pensò bene di cambiare le “consegne di servizio”, per velocizzare mediante il servizio stesso i controlli suddetti, che, ripetiamo, rendevano necessario salire sul tetto della cisterna, sarebbero stati effettuati su tutti i binari, anche su quelli attivi, i quali, è noto, hanno in alto i fili della corrente elettrica ad alta tensione, per la motrice dei treni. La cosa fu rappresentata, a livello di base, ai superiori gerarchici, ma senza risultato. Accadde, dunque, quello che si temeva: un finanziere, che era salito sul vagone cisterna per effettuare il controllo, scivolò ed istintivamente, per non precipitare sui binari, si aggrappò ai fili dell’alta tensione, che erano proprio sulla sua testa, rimanendo folgorato. Dopo di allora furono presi gli opportuni provvedimenti; ai militari furono fornite attrezzature più adeguate, e quelle assurde "consegne di servizio" furono, semplicemente, fatte sparire senza lasciare traccia. Tutto finì così, e nessuno ricorda più quel militare morto in servizio per i motivi di cui sopra. Noi, però, i nostri morti non li dimentichiamo; proprio per rispetto alla propria memoria, è nato, a suo tempo, il Movimento dei Finanzieri Democratici.

Vincenzo Cerceo

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