martedì 5 gennaio 2016

"INPS e Governo contro i pensionati", di Lorenzo Lorusso


 Risultati immagini per renzi e boeri

L’Italia è il Paese dei furbetti e, tra questi, possiamo sicuramente annoverare chi ci ha governato in questi ultimi anni ma anche dei super pagati funzionari di Stato, che, credendo di gestire la Nazione come se fosse un’azienda, si sentono molto manager a discapito di chi sopravvive con la pensione.

Tito Boeri, subentrato alla presidenza dell‘INPS dopo le forzate dimissioni di Mastrapasqua (pare avesse altri 24 incarichi oltre a quello di presidente dell’Ente), ha subito esordito con un cambiamento che è stato fatto passare come conveniente per i pensionati: anziché erogare le pensioni il 16 di ogni mese queste sono state accreditate ogni primo del mese. E, come avviene con quasi ogni normativa che si rispetti, fatta la legge trovato l’”inganno”. Con il precedente sistema di erogazione se il giorno 16 cadeva di sabato al pensionato veniva accreditata la pensione il 15, addirittura il 14 se il 16 cadeva di domenica. Ora, invece, non solo non si va più dietro di uno o due giorni ma si va sempre in avanti e, come nel caso in specie, relativo al gennaio 2016, si arriva addirittura ad una erogazione che viene trascinata di forza fino al giorno 5. E, se a qualcuno fosse sfuggito, ricordiamo che il primo giorno di ogni mese, nell’arco dell’anno solare, molto spesso è festivo, tra questi sicuramente – e per sempre – il primo gennaio, il primo maggio ed il primo novembre, più gli altri che capitano a rotazione.

Questo è il ritornello che, molti pensionati, hanno trovato scritto la mattina del 4 gennaio 2016 sul loro conto corrente online: «Ti avvisiamo che l’INPS ha disposto i pagamenti per le pensioni di gennaio il giorno 5 anziché il giorno 4, si allega il testo del Decreto Legge 21 maggio 2015 , nr. 65, articolo 6». Orbene, tutto ciò, qualora vi fosse stato qualche dubbio, conferma che il Governo Renzi è complice dell’INPS e di questo stato di cose, in considerazione del fatto che i decreti legge li emana il governo e non certo l’ente previdenziale.

Quanto premesso dimostra anche che sulla scia della disastrosa riforma partorita da Monti e da Elsa Fornero questo governo sta perseverando, imperterrito, sulla stessa linea: colpire in ogni modo le pensioni ed i pensionati, specialmente quelli che non hanno neppure grandi possibilità di ricorrere, così come è successo con il cosiddetto “bonus” Renzi, fatto passare per regalo e non per una decurtazione, così come nella realtà è stato. Il governo sapeva che questi pensionati non avevano la stessa potenza di “fuoco giudiziario” che invece frapposero i pensionati d’oro quando fu chiesto loro un piccolo contributo di solidarietà pari al 3%. Un ente previdenziale ed un governo, quindi, forte con i poveri e debole con i ricchi, che, quest’anno, ha eliminato persino la tassa su yacht e panfili che superano i 14 metri di lunghezza.

Per le pensioni si parla spesso di speranza di vita, ma siamo davvero sicuri che chi ci governa non punti invece su una speranza di morte per i pensionati italiani? Se un pensionato qualunque fosse deceduto il primo gennaio 2016, non potendo intascare la sua pensione, agli eredi sarebbe andata una reversibilità del 60% mentre lo Stato avrebbe guadagnato ancora un 40% su quella pensione. 


Lorenzo Lorusso

Nessun commento:

Posta un commento