lunedì 4 gennaio 2016

"La società triestina nella testimonianza di Gianni Ursini", in un libro di Maria Tolone


(G.T.) Maria Tolone (autrice, tra l'altro, di "Procreava senza l'autrorizzazione dei suoi superiori", Kappa Vu Edizioni, Udine 2013, la prima storia dei Finanzieri democratici)ha dato da poco alle stampe, con Gianni Ursini, il libro dal titolo: "La società triestina nella testimonianza di Gianni Ursini", Websterpress editore.

Di seguito, una scheda del testo:

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Maria Tolone, Gianni Ursini, "La società triestina nella testimonianza di Gianni Ursini", Websterpress, Borgoricco (PD), 2015.


«Questo testo è la testimonianza di Gianni Ursini su Trieste e sugli aspetti sia socio-economici sia politico-culturali che ne hanno caratterizzato il secondo dopoguerra. Appassionato fin da adolescente di cinema e di fantascienza, tanto da diventarne cultore e da essere definito da Giuseppe Lippi, attuale curatore di «Urania», il decano della fantascienza triestina, Gianni matura una curiosità intellettuale che trova origine nella sua famiglia, operaia e comunista, e lo porterà ad allacciare un ramificato rapporto con il territorio.

Il testo, partendo dalla famiglia Ursini, affronta il mondo del lavoro, in cui si trovano testimonianze straordinarie come quella dell’incauto ed involontario “espatrio clandestino”; quello della politica, in cui si palesa la specificità del territorio triestino rispetto al sentire nazionale, con approfondimenti come la percezione del tricolore; il recupero di figure femminili tra cui annoveriamo quella di Ondina Peteani o di autori travolti dalla storia come Angelo Cecchelin.
 
Il capitolo dedicato a Trieste è spettacolare, non solo per le immagini che lo corredano ma soprattutto per le tematiche affrontatevi. Dalle sue tradizioni alle atmosfere misteriose la città svelerà alcuni suoi segreti, gli stessi che hanno affascinato scrittori ed autori cinematografici, e che la pongono al centro dell’attenzione nazionale.

Tra i numerosi rapporti intessuti da Gianni Ursini, in campo culturale, il testo ne approfondisce quello con Luciano Comida: in tempi di comunicazione “liquida” l’autore ci fornisce la testimonianza di un confronto continuo, gioioso, ironico. Il corposo scambio di mail ne annovera ben 2.252 ma ne sono state scelte solo alcune, in grado di stimolare il lettore a valorizzare le proprie esperienze.

Il testo è corredato da numerose ed articolate fotografie, frutto della passione dell’autore per questo genere di comunicazione. Esse accompagnano il lettore in tutto il percorso, strumento per comprendere, attraverso il passato, quello che oggi è diventato il presente di altre generazioni. E come non commuoversi di fronte alla fontanella pubblica, con portasapone; alle fotografie di cinema, circoli e Case del Popolo che oggi non ci sono più; al ricordo di uomini che hanno lasciato una traccia indelebile di sé in questo territorio di frontiera.»


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