venerdì 15 gennaio 2016

Giochi d’azzardo e Guardia di Finanza

Risultati immagini per giochi d'azzardo
 
Per non dimenticare: nell’estate del 2006, la procura della Corte dei Conti incaricò la Guardia di Finanza di svolgere indagini tecniche circa alcune irregolarità che sarebbero state poste in essere ad opera di società che gestivano macchine da gioco, oggi diffusissime nel nostro Paese.
 
Fu chiaramente, accertato che il trucco, che esisteva effettivamente, consisteva nello staccare le macchine stesse dal sistema telematico ed impedire, così, la registrazione automatica per fini fiscali delle operazioni compiute. Data l’entità di detta attività, il danno all’erario era gigantesco: ben 98 miliardi complessivamente di sanzioni.
 
La parte giudiziaria, penale ed amministrativa, ebbe il suo corso in base alle leggi in vigore, ed a quelle che furono approvate nel contesto, ed, alla fine, tra condanne, patteggiamenti e sanatorie che arrivarono copiose, le ditte che avevano posto in essere le irregolarità versarono nelle casse dell’erario se non i miliardi che avrebbero dovuto versare, almeno la cifra di 837 milioni, il che comunque non è poca cosa.
 
Essendo la faccenda ormai conclusa, non è questo che qui ci interessa, ma una situazione incidentale a questa faccenda strettamente collegata. Mentre, infatti, i tecnici in Fiamme Gialle erano attivamente impegnati nel loro controllo telematico, il loro comandante ricevette una lettera dal generale da cui direttamente dipendeva, in questi termini: egli avrebbe chiesto al magistrato contabile di sollevarlo da quell’incarico e trasferire l’incarico stesso ad altro reparto, in quanto sarebbe esistita una incompetenza formale nel condurre quel lavoro. Come dire: il reparto che il governo ha costituito presso la Guardia di Finanza per operare nel settore delle frodi informatiche non aveva titolo di agire proprio in quel settore di sua competenza! Il magistrato contabile, nell’apprendere la cosa, la prese alquanto male; parlò infatti di interferenza da parte dei superiori nelle indagini che si conducevano per ordine della magistratura contabile, e riconfermò a quel reparto l’incarico ad operare. La cosa andò avanti, ed il risultato venne, ed è un vero peccato che, successivamente, quel bravo comandante che aveva recuperato 837 milioni all’erario fosse trasferito. Ma, naturalmente, la cosa è del tutto accidentale. O no? E poi è opportuno togliere da un incarico chi ha dimostrato di sapere operare molto bene? Si fanno davvero così gli interessi del governo? Il dubbio potrebbe essere chiarito da una inchiesta parlamentare, dato che si tratta di affari miliardari, ma il governo attuale, impegnatissimo ad occuparsi di banche che falliscono a spese dei clienti e di distruzione dei diritti dei lavoratori, sembra tacere. Da cittadini italiani chiediamo: cosa è stato fatto in proposito? Sono stati presi provvedimenti? Se si, quali? Se no, perché no? Perché il comando generale tentò di fare assegnare ad altri operatori quella indagine che, come si è visto dai risultati, veniva condotta egregiamente?
 
Vincenzo Cerceo

Nessun commento:

Posta un commento