venerdì 16 ottobre 2015

Da 1000 a 3000 euro il limite per l'uso del contante. L'importanza di un livello non troppo elevato per combattere l'evasione fiscale

Incentivare l'uso della moneta elettronica rendendo così tracciabili le transazioni, è da molti considerata un'efficace misura per combattere l'evasione fiscale. Nella legge di stabilità che il presidente Renzi ha presentato ieri, vi è la norma che aumenta da 1000 a 3000 euro il limite massimo per l'uso del contante. La giustificazione che ne dà il governo è quella di incentivare i consumi, adeguando il limite a quella che è la media europea (per stare ai principali paesi, 3.000 euro in Francia, nessun limite in Germania, qui). Intervistato oggi da Radio 24, il premier ha dichiarato, tra l'altro, che «i dati dimostrano che non è stato il limite al contante a ridurre l'evasione, ma l'utilizzo dei sistemi informatici» (qui).

É vero che i sistemi informatici, come l'incremento degli incroci dei dati effettuabili dall'Agenzia delle Entrate, o la fatturazione elettronica, vanno nella direzione di un aumento del recupero dell'evasione fiscale e di un incentivo per l'adozione di comportamenti virtuosi da parte dei contribuenti.

Tornando all'uso del contante, rispetto all'incentivo che si vorrebbe dare ai consumi, è verosimile che già ora, chi acquista un orologio da 2.000 euro non paghi con denaro liquido, mentre rispetto al paragone con gli altri paesi europei, c'è da sottolineare che il livello dell'evasione fiscale raggiunge da noi livelli endemici (il 27% del Pil), mentre in Germania è il 16%, in Francia il 15, in Spagna e in Belgio il 22, in Gran Bretagna il 12 (qui). Da qui, secondo me, l'importanza di un limite non troppo elevato per l'uso del contante come uno degli strumenti per combattere l'evasione fiscale

L'auspicio e la speranza è che nel passaggio parlamentare della legge, venga rivisto il limite dei 3.000 euro. 

Gaetano Toro

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