martedì 17 febbraio 2015

Amianto: una vergogna tutta italiana

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 (un'immagine dei cantieri navali di Monfalcone)

Bene ha fatto Il Piccolo, quotidiano triestino, a sollevare il problema ed a dedicargli le prime tre pagine del giornale domenicale (cliccare qui). La vicenda, purtroppo, non riguarda solo operai e marittimi bensì numerosi dipendenti, ed ex, della Guardia di Finanza, riconosciuti esposti all’amianto dalle Aziende Sanitarie e dalle Regioni ma non dai vertici del Corpo, che continuano ad ignorare interrogazioni parlamentari, appelli e segnalazioni, provenienti da ogni parte d’Italia. Tranne rarissime eccezioni i Comandi delle Fiamme Gialle si sono rifiutati persino di rilasciare il previsto curriculum lavorativo, indispensabile per aprire l’iter procedurale finalizzato a vedersi riconoscere quei pochissimi diritti che uno Stato, poco sensibile, concede a coloro che vivono sul filo del rasoio, con la spada di Damocle del terribile mesotelioma della pleura sulle spalle. Uno dei più violenti e devastanti tumori che essere umano possa subire.
Non ci risulta che le Procure abbiano aperto dei fascicoli riguardo ai recenti sequestri di amianto avvenuti ad opera di dipendenti della Guardia di Finanza senza le necessarie tutele preventive (mascherine, tute e guanti speciali), forse in violazione della legge 257/1992 e, a nostro modesto parere, anche una responsabilità oggettiva per una presunta culpa in vigilando.
Sul quotidiano Il Piccolo appare, inquietante, la notizia che i familiari delle vittime dell’amianto – di tutto il goriziano e monfalconese – attendono da ben 16 mesi il deposito della sentenza, un record mondiale di inspiegabile ed inaccettabile lentezza. Ricordiamo che solo alcuni anni fa, per ragioni analoghe, l’allora Procuratore Generale di Trieste, il Dott. Deidda, aveva avocato a sé le indagini. Noi, invece, possiamo solo indignarci davanti a notizie del genere, eppure molti, e noi per primi, avevamo creduto nell’operato della Magistratura, ma ora siamo delusi, quella Giustizia (con la G maiuscola) che ci aspettavamo non è ancora arrivata.

Per la Segreteria Nazionale del Movimento dei Finanzieri Democratici, Lorenzo Lorusso

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