giovedì 20 novembre 2014

Massimiliano Quirico ("Sicurezza e lavoro"): "Eternit, licenza di uccidere"

 


Sulla sentenza Eternit, ospitiamo volentieri un contributo di Massimiliano Quirico, direttore del periodico "Sicurezza e Lavoro":



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Eternit, licenza di uccidere



Per la strage silenziosa dell’amianto, una sentenza che fa molto rumore: nessuna condanna. 

Reato prescritto. Annullata senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Torino, emessa il 3 giugno 2013 (www.sicurezzaelavoro.org/sentenza_appello_eternit3giu13.pdf). Un lavoro immane di indagine, raccolta di documenti e testimonianze, consulenze mediche ed epidemiologiche, un carico di sofferenze indicibile. Tutto inutile per la Suprema Corte, presieduta da Arturo Cortese. 

La sentenza della Cassazione del 19 novembre 2014 pone una pietra tombale sulle aspettative di chi ha già pianto tanti morti per colpa dell’amianto e aspettava finalmente giustizia, dopo decenni di attesa. 

Tutto questo tempo – secondo la giustizia italiana – è servito solo a far prescrivere i reati di disastro ambientale doloso permanente e di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. E a lasciare impunito il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, amministratore delegato della multinazionale Eternit. 

Anche se il polverino giace ancora nascosto in innumerevoli siti, anche se la gente continua ad ammalarsi e a morire a distanza di decine d’anni dall’esposizione alla fibra killer, i reati non ci sono più: si sono prescritti. Giustizia e diritto – ha spiegato il procuratore generale Francesco Iacoviello, che ha chiesto la prescrizione – in questo caso non coincidono. 

Mi auguro allora che il Governo Renzi intervenga quanto prima per una riforma sulla prescrizione e sui reati ambientali, affinché il diritto si trovi di nuovo a coincidere con la Giustizia. La situazione di oggi non giova né ai lavoratori, né alle imprese sane e produttive che si comportano secondo le norme: la sentenza Eternit di Cassazione ha beffato entrambi. 

“Che cosa terribile – scriveva Sofocle nell’Antigone – quando il giudice equo dà una sentenza iniqua”.

Intanto, si sono concluse le indagini per il processo “Eternit bis” (e probabilmente ci sarà anche un “Eternit ter” e chissà quanti altri ancora, dato che si continua a morire di amianto). L’accusa stavolta è di omicidio volontario, doloso: vedremo se la storia sarà diversa, se le vittime otterranno la Giustizia che meritano… 

(Massimiliano Quirico, direttore rivista Sicurezza e Lavoro)

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