lunedì 15 settembre 2014

"Vuole la fattura?", ovvero il mestiere più vecchio del mondo (ma non è quello a cui state pensando)


É capitato a molti, continua e continuerà a capitare, sto parlando del confronto che va in scena ogni volta che ci rivolgiamo ad un artigiano o ad un professionista (anche i più insospettabili), e al momento del pagamento della prestazione ci sentiamo proporre la fatidica frase: “Senza fattura fa tot, se invece vuole la fattura devo aggiungere l'iva, veda lei, se vuole ha il modo di risparmiare qualcosa...”.

Molti fanno finta di niente, mettono la mano al portafoglio e concludono lì la cosa, altri ci pensano un po', poi chiedono la fattura, ma anche a queste persone rimarrà sempre un dubbio: “E' vero, così non si è consumata un'evasione fiscale, però, con qualche scrupolo in meno, avrei potuto risparmiare qualcosa...”. Alla “domanda delle domande” è difficile resistere, soprattutto in tempi magri come quelli che stiamo vivendo, ciò che non cambia è sempre la sensazione, nel caso si chieda la fattura, di essere una “mosca bianca”, un inguaribile idealista che crede ancora nel rispetto delle regole, una sorta di “Robin Hood del fisco”, di uno che voglia che “anche le partite iva paghino le tasse come noi dipendenti e pensionati che non possiamo nemmeno decidere se evadere o meno il fisco”, il tutto esemplificato nell'espressione dell'artigiano/professionista che sembra dire: “povero scemo...”. 

É vero, una mano la darebbe la possibilità di poter detrarre le fatture per le prestazioni degli artigiani, ma non so nemmeno se tale eventualità farebbe scomparire del tutto l'invito “fattura o senza fattura”: è infatti invalso l'uso, anche nel caso di spese già detraibili, come quelle per le ristrutturazioni edilizie (magari d'importo non elevato), di proporre: “con la fattura può detrarre il 50% della spesa in dieci anni, senza la fattura le faccio uno sconto ed il risparmio lo ottiene subito, decida lei...”.

Insomma, le domande “fattura o non fattura” continueranno ad esserci rivolte, la frequenza di tali interrogazioni finiscono per farcele considerare quasi normali, ma proprio qui sta il nocciolo della questione: non c'è niente di “normale” in una domanda del genere, a costo di considerare la risposta “sì, mi faccia la fattura” come un atto al limite (o anche senza limite) del masochismo. 

Gaetano Toro

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