lunedì 9 giugno 2014

Inchiesta amianto alla Breda-Ansaldo di Milano: nove dirigenti rinviati a giudizio

 
 
Un comunicato stampa del Comitato per la Difesa nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, informa del rinvio a giudizio per omicidio colposo di nove dirigenti della Breda Termomeccanica-Ansaldo di Milano, a seguito del decesso di undici operai per mesotelioma pleurico e di lesioni gravissime per un altro operaio. L'inchiesta ha riguardato il periodo tra il 1973 e il 1985. Il prossimo 26 settembre inizierà il processo dinanzi alla nona Sezione del Tribunale di Milano.

In particolare, si legge nel comunicato stampa, «i dirigenti sono accusati di “aver omesso, in presenza di lavorazioni insalubri che comportavano esposizione sia diretta che indiretta all’inalazione di polveri e fibre di amianto, usato in tutte le fasi delle lavorazioni a caldo quale coibente termico e impiegato addirittura quale giaciglio su cui riposavano tra un turno e l’altro”, di non aver informato i lavoratori “circa i rischi esistenti già conosciuti dalla direzione” e di non aver fornito ai lavoratori mezzi di protezione individuali e collettivi.»

Sono state ammesse come parti civili al processo, oltre al Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Inail, Regione Lombardia e Medicina Democratica.

Così conclude il comunicato del "Comitato":

«Da anni noi lottiamo contro chi afferma e sostiene che i morti sul lavoro e da lavoro sono inevitabili cercando di far luce su tutte le morti innaturali. Insieme a tutte le associazioni e i comitati lottiamo nelle fabbriche, nelle piazze e nei territori, fuori e dentro le aule dei tribunali, perché vogliamo e pretendiamo giustizia. Anche se siamo coscienti di andare contro interessi economici giganteschi, e contro una società che vive e prospera mettendo il profitto prima degli esseri umani, noi non ci arrendiamo. Per noi più di mille morti sul lavoro ogni anno e migliaia di malattie professionali ogni anno sono crimini contro l’umanità. Noi ci battiamo perché gli infortuni e i morti sul lavoro e di lavoro non vadano mai in prescrizione. Contro la monetizzazione della salute e della vita umana, per il rispetto delle leggi sulla sicurezza.» 
 
Gaetano Toro
 
 



Nessun commento:

Posta un commento