sabato 24 maggio 2014

Accademia della Guardia di Finanza: “N.H.” a quale prezzo?


In una delle prime lezioni che ci furuno impartite all’entrata in Accademia ci fu quella di informarci che saremmo appartenuti ad una élite cioè agli “N.H.” sigla che sta ad indicare ,tradotta dal latino “Nobili Uomini”.

Questo comportava che da semplici umili cittadini avremmo dovuto apprendere una serie di comportamenti che andavano dal baciamano, a come si stava seduti specialmente a tavola durante un pranzo, all’uso corretto delle posate, come queste dovessero essere collocate a seconda che si volesse temporaneamente non portare alla bocca il cibo o se si fosse terminato di pranzare.

Molta importanza poi veniva data all’uso delle posate da utilizzare con la frutta ,a come doveva essere sbucciata senza l’uso delle mani ma solo con coltello e forchetta.

Avremmo poi dovuto imparare certi balli classici quali il walzer, lezioni che ci sarebbero state impartite da un maestro di ballo nel corso del secondo anno accademico.

Tutte cose accettabili se poi in seguito non avrei scoperto carenze comportamentali molto più importanti e contraddittorie.

Al mattino, dopo la sveglia e dopo un veloce lavaggio con acqua gelida (per temprare i futuri guerrieri),si faceva un periodo di studio ancora insonnolliti (la tromba sveglia suonava alle 5,30).

Poi di corsa si andava all’alza bandiera per ascoltare retoriche motivazioni di medaglie al valor militare a finanzieri immolatisi specialmente nel corso del 2° conflitto mondiale, in una guerra voluta da un dittatore con l’assenso compiacente ed irresponsabile delle alte gerarchie militari comprese quelle della G.di F.

Poi sempre di corsa per la prima colazione mattutina, senza lavare le mani, ma con la dovuta etichetta a base di forchette, coltelli e cucchiaini sotto la super visione di un ufficiale.

Tutto perfetto! Ma il bello viene subito dopo.

Sempre di corsa (non ho mai capito la ragione, forse ci tenevano alla nostra linea!) bisognava raggiungere le aule per le lezioni.

E i denti da lavare, la bocca da sciacquare, le mani da lavare non facevano parte della etichetta di un N.H.??

Così pure prima della seconda colazione, niente lavaggio delle mani e dopo niente pulizia dei denti perché non c’era l’occasione per queste operazioni semplici borghese fondamentali per una vera igiene.
Solo la sera c’era la possibilità di spazzolare i denti e rendere la bocca fresca e pulire il corpo sempre velocemente.

Evidentemente era sfuggito alle gerarchie che il “bon ton” prevede che per baciare una donna sarebbe gradito un alito profumato, denti splendenti e mani pulite in tutte le occasioni specialmente quando si va a tavola e “non solo”…!!


Carmine Buffone ex cap.in spe O.A. della G.di F.


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